Biblioteca Comunale Chelliana - Grosseto
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Biblioteca Chelliana
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Oggi ricorre l'anniversario dei 150 anni di apertura della Biblioteca Comunale Chelliana. Questo è il cammino che, dal 1860 ai nostri giorni, ha visto l'istituzione grossetana protagonista della vita culturale della città, cammino che spesso è stato contrassegnato da grosse difficoltà ed eventi drammatici.

Dal 1860 al 1985

L’istituzione di una biblioteca pubblica nella città di Grosseto si deve alla passione culturale ed alla intraprendenza politica del Canonico Giovanni Chelli.
Nominato rettore della Cattedrale di Grosseto nel 1840 Chelli inizia ad adoperarsi per realizzare il grande sogno di creare in città una istituzione che fosse centro di raccolta di scritti e di oggetti d’arte e fulcro della diffusione di conoscenza.
Il primo documento ufficiale con il quale Chelli richiede l'istituzione di una pubblica biblioteca in Grosseto è una istanza presentata il 30 dicembre 1858 al Capitolo della Cattedrale, dal quale otterrà in concessione tre stanze nei locali del Palazzo Vescovile. La biblioteca viene inaugurata il 1 marzo 1860 con un patrimonio di circa novemila volumi provenienti da lasciti e donazioni delle librerie di notabili locali come il Vescovo Domenico Mensini e Domenico Pizzetti, Vicario Capitolare della Diocesi di Grosseto.
Negli anni successivi al 1870 la biblioteca si trova alloggiata presso il Palazzo Provinciale e solamente nel 1923 – dopo una serie di trasferimenti – viene collocata al piano terra del Ginnasio-Liceo Carducci-Ricasoli di via Mazzini, del quale occupa inizialmente tre soli locali.
Nel 1921 monsignor Antonio Cappelli viene nominato direttore della Chelliana, e durante il periodo della sua responsabilità la biblioteca cresce, grazie agli acquisti e alle donazioni, fino a raggiungere una consistenza di oltre 60.000 volumi.
Nel 1939 ne diviene direttrice Maria Emilia Broli e sotto la sua direzione la biblioteca inizia una opera di modernizzazione delle procedure e soprattutto di corretta tenuta di registri, inventari e cataloghi. Ma l’accurato lavoro della direttrice viene bruscamente interrotto dalla seconda guerra mondiale. É stato riportato che all'inizio del conflitto la Biblioteca Chelliana possedeva circa 70.000 volumi e che era considerata una delle più grandi biblioteche comunali toscane.
Il 29 novembre 1943 l'edificio di via Mazzini viene in gran parte distrutto da un bombardamento e la biblioteca rimane a lungo incustodita ed esposta alle spoliazioni ed al saccheggio.
I libri superstiti furono raggiunti un anno dopo da una devastante alluvione, dalla quale si salvarono solo la collezione di manoscritti, rari ed incunaboli sfollati per tempo nella canonica della Parrocchia di Istia d’Ombrone.
A guerra finita iniziò la ricostruzione dell’edificio del Ginnasio-Liceo ed alla biblioteca venne assegnato tutto il piano terra della sede di via Mazzini. Fu in parte recuperata la suppellettile libraria e ricollocata nei locali dove la biblioteca poté comodamente ordinarsi e riaprire al pubblico, fin dal 1951, ogni giorno non festivo dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19. La Chelliana riceveva per diritto di stampa copia di ogni pubblicazione stampata o edita nella provincia di Grosseto; la sua fisionomia rispondeva a una biblioteca di cultura generale, con prevalenza di opere giuridiche e letterarie.
Con la direzione di Luciano Bianciardi nei primi anni '50 la Chelliana sviluppa una forte ripresa organizzativa e culturale, e diventa un punto di riferimento centrale nella vita sociale e culturale dei grossetani. Di Bianciardi rimane famosa l'iniziativa del 'bibliobus'. Il bibliobus era stato acquistato dal Comune di Grosseto nel giugno 1953 per una spesa di £ 1.500.000. Il Ministero della Pubblica Istruzione, approvando l'iniziativa, assunse allora l'impegno di fornire libri, su indicazione della biblioteca, per un valore di £ 500.000. Si trattava di un autofurgone Lancia 99 Ardea, appositamente carrozzato da un artigiano del luogo per la conservazione e il trasporto di libri, all'incirca un migliaio di piccolo formato. L'autista non sempre era disponibile, i volumi all'interno rotolavano a terra alla prima curva, ma il prestito avveniva lo stesso, come alla Chelliana, attraverso appositi moduli che venivano fatti firmare al ritiro dei volumi. Naturalmente andarono persi moltissimi libri, ma Bianciardi creò il suo motto: meglio un libro rubato che un libro mai letto.
Nel periodo della direzione di Bianciardi venivano organizzate molte conferenze in biblioteca, a cui erano invitati a partecipare, di volta in volta, personaggi molto importanti nel panorama intellettuale italiano dell'epoca. Bianciardi stesso, in prima persona, organizzava gli incontri e i dibattiti con i giovani o i corsi di formazione per gli insegnanti di scuola elementare ed era animatore di un cineclub, al cinema Odeon in Via Roma a Grosseto, dove si potevano vedere pellicole d'essai provenienti da Roma.
Dal 1955 diventa Direttore della Chelliana Aladino Vitali che manterrà la sua carica per trent'anni. Nel gennaio del 1959 venne approvato il Primo Regolamento generale della Biblioteca composto da 97 articoli.
Il 1966 segna ancora una volta il destino della Biblioteca Chelliana: con l’alluvione del 4 novembre inizia una delle pagine più tristi della storia della Chelliana; le perdite, in termini di volumi irrimediabilmente danneggiati, furono notevoli; le richieste di acquisto vennero tempestivamente formulate dal direttore della biblioteca, trattandosi di libri acquistati per il normale aggiornamento della biblioteca, che si presentava tanto più urgente e necessario in quel difficile momento.
Gran parte delle più significative opere danneggiate venne recuperata grazie al lavoro e all’impegno disinteressato di volontari e appassionati, i cosiddetti 'angeli del fango' grossetani. Molti testi alluvionati vennero restaurati ma purtroppo tanti volumi preziosi si sono dispersi con la piena dell'Ombrone, le cui acque raggiunsero facilmente tutto il materiale librario collocato nei palchetti più bassi dei locali di Via Mazzini.
Nel 1977, in seguito alla la legge regionale toscana n° 33 del 1976 che  promuoveva lo sviluppo delle biblioteche e degli archivi affidati agli enti locali, si impose il nuovo ritratto del sistema bibliotecario che innanzitutto doveva rispondere al diritto primario di ogni cittadino di avere un servizio di informazione e documentazione efficiente. In questo modo si erano create le condizioni per il libero accesso alla conoscenza, al pensiero, alla cultura e all’informazione: in sostanza, la biblioteca veniva concepita come 'servizio' per la propria comunità di riferimento. Risale al '77 anche la stesura del Nuovo Regolamento della Chelliana.
Nel febbraio 1985 Vitali va in pensione. La delibera di giunta del 23 gennaio decideva di affidare un prolungamento dell'incarico al Direttore fino a settembre-ottobre di quello stesso anno. Successivamente venne affidata la reggenza della biblioteca a Maria Grazia Celuzza, direttrice del Museo archeologico, fino al 1990, anno in cui venne espletato il concorso per assegnare la Direzione della Chelliana.
Nel 1987 si realizzò un importante intervento di restauro, effettuato attraverso un contributo regionale finalizzato alla conservazione del patrimonio librario locale. L'intervento riguardò le riviste locali della fine dell'Ottocento che avevano subìto i danni provocati dall'alluvione del '66, i carteggi e i manoscritti con problemi di muffe, di fragilità della carta e delle legature, di inchiostro svanito, nonché le cinquecentine41 e il materiale più antico, che presentavano comunque problemi generici di conservazione.

Dal 1990 ad oggi

Il 1990 coincise con l'arrivo del nuovo Direttore della Chelliana nella persona di Valerio Fusi.
Con lui la riorganizzazione della biblioteca partì da una massiccia quanto selezionata immissione di volumi attraverso l’arricchimento e l’estensione delle collezioni presenti in biblioteca e la verifica attenta del patrimonio esistente e delle sue lacune quantitative, qualitative e cronologiche.
Si resero necessari una rivisitazione delle procedure, nuove istruzioni per il personale, l'organizzazione disciplinare delle collezioni, l'informatizzazione dei cataloghi, l'estensione di un metodo internazionale di classificazione a tutto il patrimonio. Già in questo periodo ci si rese conto quanta importanza assumesse, nella buona riuscita del servizio bibliotecario, il rapporto con l’utenza: si doveva rendere operante una relazione reciproca in cui risultasse determinante non solo quello che la biblioteca offriva come servizio di informazione, ma anche e soprattutto quello che l’utente poteva fornire alla biblioteca in termini di competenza, consulenza, arricchimento e contributo alla determinazione dell’impianto informativo e della crescita culturale dell’'organismo' biblioteca.
Un altro aspetto caratterizzante la nuova Biblioteca Chelliana fu anche quello di riflettere in maniera approfondita sul suo patrimonio e su ciò che potevano costituire le cosiddette risorse documentarie, non necessariamente intese come libri e periodici, ma anche letteratura grigia ed altri materiali non convenzionali, quali gli attuali cd-rom e dvd.
Nel 1995 la Chelliana venne collocata in una sede provvisoria, dopo che venne deciso di dare il via  ai lavori di ristrutturazione del vecchio edificio di Via Mazzini. Ad oggi la biblioteca è ancora in attesa di una nuova sistemazione:  in tal modo sarà possibile restituire alla città una grande e funzionale biblioteca pubblica, in grado di soddisfare le esigenze di lettura, informazione, conoscenza e tempo libero di tutti i cittadini.
Dal 1999 la Chelliana è la biblioteca coordinatrice delle attività del Sistema bibliotecario provinciale grossetano che annovera 16 biblioteche di ente locale (Arcidosso, Castellazzara, Castiglione della Pescaia, Follonica, Gavorrano, Grosseto, Magliano in Toscana, Manciano, Massa Marittima, Orbetello, Pitigliano, Porto S. Stefano, Roccastrada, Scansano, Scarlino, Sorano), 3 biblioteche appartenenti al Comune di Grosseto (biblioteca del Museo Archeologico, biblioteca del Centro Documentazione Pedagogica, biblioteca del Museo di storia naturale) e 7 appartenenti a istituzioni (biblioteca del Seminario vescovile, biblioteca dell'Istituto storico della resistenza e dell'età contemporanea,  biblioteca del Polo liceale, biblioteca della Fondazione Bianciardi, biblioteca dell'Istituto tecnico Fossombroni, biblioteca del Centro delle arti visive, biblioteca del Centro documentazione per l'educazione alla salute dell'ASL 9, tutte a Grosseto).
I primi anni del nuovo millennio vedono la Biblioteca Chelliana inserita in un’ottica di potenziamento dei servizi rivolti all’utenza; in particolare viene notevolmente migliorato il servizio di assistenza ai singoli lettori, realizzando un adeguato servizio di informazione, con compiti di orientamento e guida non solo bibliografica, ma appartenente ad un circuito informativo più generale. Si assiste all'adozione di nuovi software di gestione operativa e di catalogazione dei materiali, all'informatizzazione di tutte le procedure di lavoro, alla partecipazione a progetti regionali di grande importanza, come quello relativo all'ingresso nel Servizio Bibliotecario Nazionale, alla conoscenza di nuove frontiere della ricerca e dell'informazione attraverso lo sviluppo del web.
Il lavoro attuale della Chelliana già avviato, in funzione di un nuovo progetto biblioteca, riguarda la riorganizzazione dettagliata del servizio in generale, la realizzazione del progetto di comunicazione e visibilità della biblioteca, la gestione del sito web in funzione delle nuove applicazioni web 2.0, la ricollocazione del patrimonio documentario. Non solo: la biblioteca è diventata uno strumento indispensabile nell'ambito della promozione della lettura, organizzando iniziative dedicate ai bambini e ragazzi anche attraverso la collaborazione delle istituzioni scolastiche e favorendo progetti di diffusione del libro come quello che si realizzerà a breve e che riguarderà il prestito a domicilio per i disabili; si fa sempre più spesso promotrice di iniziative legate al concetto di 'biblioteca fuori di sé' legando il proprio nome a manifestazioni, come 'La biblioteca in piazza, che hanno riscosso un notevole successo di pubblico e che sono riuscite a raggiungere anche quei segmenti di utenza cosiddetta 'remota', favorendone l'approccio positivo ai servizi della biblioteca;  ha avviato, con corsi di alfabetizzazione informatica, un processo di sviluppo della conoscenza del web attraverso l'istituzione di un Punto Internet, comprendente 10 postazioni, alle quali da quest'anno si può accedere con un account personale e con la possibilità per ciascun utente di navigare gratis per 6 ore alla settimana.

La Biblioteca Chelliana decentrata. Due esperienze importanti: Doctor Libro e Librincentro

Si prendono libri in prestito, si consulta il materiale documentario presente, si fanno ricerche bibliografiche sui cataloghi delle biblioteche nazionali ed estere.
Ma soprattutto si dà la possibilità ai pazienti del ‘Misericordia’ di usufruire di tutti questi servizi anche nel corso del periodo di degenza ospedaliera, come dimostrano i dati del primo anno di attività di Doctor libro, il punto della biblioteca Chelliana, che dalla fine di gennaio 2009, grazie al progetto regionale 'Biblioteche in ospedale' e la collaborazione con l'ASL 9,  ha trovato posto all’ingresso principale del nosocomio cittadino. Sono stati infatti oltre 1.000 gli utenti, tra pazienti, personale medico e dipendenti dell’Asl, ma anche semplici visitatori, che si sono rivolti all’operatore della biblioteca per chiedere in prestito libri, dvd, e audiolibri o semplicemente per fare ricerche. Nella piccola ma confortevole sede della biblioteca si può trovare a scaffale aperto un'aggiornata esposizione di materiale documentario di ogni genere e anche una sezione di testi dedicati alla salute.Il punto Doctor libro è aperto il lunedì, il mercoledì, il giovedì e il venerdì dalle 10 alle 13 e il martedì dalle 15 alle 18. Il martedì, inoltre, dalle 16 alle 18 è previsto anche il servizio di prestito dei libri in corsia grazie ai volontari Avo che si recano nei reparti di medicina generale, ginecologia e gastroenterologia con un carrello allestito per l’occasione con vari volumi.
Positivi anche i numeri relativi a Librincentro, altro punto della Chelliana, istituito a fine giugno all’interno dell’Ufficio relazioni con il pubblico del Comune, in corso Carducci 1.
Dopo i primi mesi di attività con un orario al pubblico fissato per tre giorni alla settimana, è stato necessario, visto il grande successo dell'iniziativa, aprire Librincentro cinque giorni alla settimana . Infatti il punto biblioteca all'URP è a disposizione dei cittadini con questo orario: lunedì, mercoledì e venerdì dalle 8.30 alle 13.30, martedì e giovedì dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30.

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© Biblioteca Chelliana Grosseto | Crediti e disclaimer | Redazione | Accessibilità
Data di pubblicazione: 18 gennaio 2007
Ultimo aggiornamento: 4 marzo 2009

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